Sulla Natura dei Giuramenti

13 Settembre 2017, Fr. Zephyros

“Fa ciò che vuoi sarà tutta la Legge”

Coloro che hanno scritto sull’A∴A∴ fino ad oggi, continuando le pratiche sia seguendo un programma lineare che in solitaria, pare abbiano trascurato una fondamentale parte dell’opera. Se osserviamo i Giuramenti separatamente da Compiti, che dovrebbero supportare i Giuramenti, otteniamo una più ampia prospettiva dello sviluppo di quella che è l’Iniziazione. L’importanza di ciò non dovrebbe essere sottovalutata poiché fornisce la logica per i Compiti dei vari Gradi. I componenti particolari dei vari Giuramenti a cui mi sto riferendo sono i seguenti:

Probazionista: Ottenere una conoscenza scientifica della natura e dei poteri del proprio essere.

Neofita: Ottenere il controllo della natura e dei poteri del proprio essere.

Zelator: Ottenere il controllo delle fondamenta del proprio essere.

Practicus: Ottenere il controllo delle vacillazioni del proprio essere.

Philosopus: Ottenere il controllo delle attrazioni e repulsioni del proprio essere.

Dominus Liminis: Ottenere il controllo delle aspirazioni del proprio essere.

Adeptus Minor: Raggiungere la conoscenza e conversazione del Santo Angelo Custode.

Il Giuramento del probazionista consiste nell’ottenere una conoscenza scientifica della natura e dei poteri del proprio essere. Questo è un vero periodo di scoperte che ci obbliga a chiederci: “Cos’è l’essere?” Da questo probabilmente si potrebbe simultaneamente anche rispondere alla domanda di cosa sia la natura, fornendo inoltre una semplice deduzione di quali possano essere i suoi poteri. Ma noi dobbiamo prima di tutto rispondere a questa domanda: l’ “essere” è la coscienza? O è anche il corpo che abita la coscienza? E qual’è la natura della coscienza (indipendentemente dal fatto che sia connessa alla mente o indipendente da essa) e qual è la natura del corpo (indipendentemente dal fatto che sia connesso oppure no alla coscienza?)

Esperienzialmente coinvolgiamo noi stessi nel Compito di memorizzare un capitolo del Liber LXV e nella padronanza del Rubino Stellato (assieme ad una certa istruzione iniziatica che lo accompagna.) Dovremmo scoprire una realtà elementale dove il nostro corpo eterico (contrariamente a quello astrale) è incorporato in un universo materiale più reale che l’universo qliphotico della realtà comune e che appartiene alla maggior parte dell’umanità. Dovrebbe essere osservata la corrente elettro-magnetica nelle sue dimensioni orizzontale e verticale, in particolare in quella coordinata dove si intersecano e dove il sé, quell’essere particolare che è il Probazionista, s’incarna.

Il Giuramento del Neofita consiste nell’ottenere il controllo della natura e dei poteri del proprio essere. Ma cosa significa? Significa che dobbiamo diventare improvvisamente maestri di noi stessi? No, sarebbe assurdo. Non saremmo Neofiti, o persino Zelator. Ma saremmo degli Adepti, il che ci dice che debba significare qualcosa di completamente differente.

Come nel nostro periodo da probazionisti scopriamo sperimentalmente una dimensione elettro-magnetica che incorpora una coagulazione materialistica (o involuzione) di un corpo eterico, così ora dobbiamo fare un passo avanti ed iniziare a formulare il “corpo di luce” astrale. Impariamo poi a manovrare e manipolare la forma di questo corpo in quella matrice che viene chiamata “mondo astrale.” Ciò implica necessariamente i quattro “Poteri della Sfinge” e l’allineamento del proprio essere con le energie che infondono l’astrale del nostro pianeta.

Il Compito dello Zelator è molto più complicato in quanto si deve ottenere il controllo delle fondamenta del proprio essere. Ovvero? Si parla per la prima volta al cuore dell’Aspirazione e ora, dalla posizione di Yesod, l’Aspirante può vedere chiaramente Tipharet ed il fine del Collegio Esterno del Nostro Ordine. Eppure le distrazioni di Choronzon, che potrebbero accendersi quando l’ego imita il ruolo del guru o dell’uomo santo, potrebbero facilmente distrarci qui, specialmente quando è compito dello Zelator di essere al servizio dell’Ordine. E nella Triade Astrale nella quale ora l’Aspirante è totalmente coinvolto vengono a coscienza le vacillazioni del proprio essere che sono il compito del practicus e le “attrazioni & repulsioni” che sono il compito del Philosophus. Così si deve lottare per mantenere l’Aspirazione e progredire nonostante l’aumento delle difficoltà e degli ostacoli.

Questa è una forza che tormenta e che dà davvero significato al detto: “Più grandi gli ostacoli, più grande la vittoria.” È come se lo Zelator assumesse simultaneamente sia i compiti del practicus che del philosophus. Infatti, sembra quasi impossibile vederli separatamente. Così ha senso che non ci sia una limitazione di tempo minima per questi Gradi e che l’Aspirante che si dichiari Practicus abbia già fatto molto del lavoro di entrambi questi Gradi.

Sottoponendosi all’intenso ardore di quest’Ordalia, si dovrebbe aver ottenuto il potere Magico per fruttificare direttamente l’Aspirazione ad un punto d’intensità così potente da cementificare il proprio essere a quell’Aspirazione. Questo ovviamente fa parte del Giuramento del Dominus Liminis. Allora, rimane solo un compito… finalmente, si fa il Giuramento dell’Adeptus Minor e, escludendo tutti gli altri, si cerca di ottenere direttamente la Conoscenza e Conversazione con il Proprio Angelo Custode.

In sintesi, il punto chiave è il progressivo sviluppo di questi Giuramenti e la sincera risolutezza con la quale ci si pone di portare di portarli a termine. E soprattutto, nota che i Giuramenti presi sono per l’Aspirante la prima cosa, anche se vi è inoltre, l’obbligo verso l’Ordine… quell’invisibile Grande Fratellanza Bianca che rimane all’eterno servizio al’Iniziazione dell’umanità.

“Amore è la legge, amore sotto la volontà”

Frater Zephyros